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Andrés Avré intende l'arte come forma, risultato di un complesso divenire, di un processo creativo che è essenza e significato stesso dell'opera. Forma materiale che si riverbera nella mente dando luogo a fascinazioni inaspettate, suscitate da brandelli e lacerti che emergono sulla tela come fossero le tessere di un puzzle senza possibilità di composizione, schegge di un remoto affresco, residui di architetture industriali abbandonate. La sua percezione artistica è influenzata principalmente dalla precarietà della materia, ma anche dal suo vissuto, mutuato dal sogno e dalla memoria, con un registro che emerge attraverso un processo di sovrapposizione, cambiamento e trasformazione, in un accumulo organico di strati, immagini e toni precedenti che affiorano e scompaiono, rivelando l'archeologia del passato. La sua spazialità geometrica produce talvolta opere divise in superfici interconnesse fra loro che raccontano il conflitto tra complessità cromatica e logica seriale. La poetica di Andrés Avré produce infatti dipinti compatti, apparentemente monolitici, eppure vitali e palpitanti.

Questa contaminazione in continua evoluzione rappresenta il linguaggio plastico di Andrés Avré, che fa di lui un artista italiano innovativo ed unico nel suo genere. 


ALESSANDRO ALLOCCO curatore ATB gallery Torino

Dopo aver sviluppato il suo linguaggio artistico nel solco dell'espressionismo astratto, in particolare con riferimenti e contaminazioni derivanti dai suoi interessi per gli artisti americani del dopoguerra, Andrés Avré percorre una nuova strada dell'informale indagando ancora sulla Materia, fra i luoghi notevoli più cari della sua poetica. Nell'ultima serie dal titolo "Elementi Rarefatti" , la Materia diventa una componente più labile e omologata e l'artista sembra quasi aver ricreato l'ambiente della sua pittura attraverso nuove atmosfere, sempre più rarefatte e raffinate. Come già nella prima collezione, Andrés Avré spesso dipinge ciò che non ama, cristallizza comportamenti, concetti, stati mentali e sentimenti, crea la sintesi tra la fantasia, i ricordi, i riferimenti culturali e iconici dell'ambiente in cui esso opera. Il titolo stesso della serie rimanda alle tematiche del decadentismo letterario, (non di quello artistico) e si pone dialetticamente in confronto con una delle sue componenti principali: l'Estetismo. In una società come quella in cui viviamo dove tutto ciò che riguarda la forma esteriore deve essere bello, esuberante, lussuoso, il minimalismo di Avré si pone quindi ancora una volta come occasione di interazione e riflessione. Le sue opere, strato su strato, raccontano conflitti e risoluzioni, tra complessità cromatiche e astrazioni concettuali, in un impegno creativo vitale e quasi contraddittorio, frutto di una lunga preparazione che colpisce immediatamente. L'osservatore percepisce così un messaggio sublimato che va oltre la sensibilità dell'intelletto e risveglia associazioni di idee e sentimenti, dando luogo a fascinazioni inaspettate. 



MANUEL ZOIA curatore INDIPENDENT ARTISTS GALLERY Milano

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